Il metadone, come già detto, è largamente usato in Italia e nel Mondo, per trattare la tossicodipendenza da eroina.

A livello teorico, lo scopo di questa terapia sarebbe di eliminare i sintomi dell’astinenza da eroina (compresa l’assuefazione) attraverso una graduale riduzione del dosaggio fino alla sua completa sospensione.

In realtà lo “scalaggio” del metadone nella maggior parte dei casi finisce con il diventare un’assunzione per un periodo di tempo indeterminato.

Trattandosi di una sostanza oppioide che crea dipendenza, diventa praticamente impossibile uscire dalla dipendenza da eroina: sarebbe come tentare di liberarsi da una dipendenza prendendone un’altra. Inoltre la persona dipendente da eroina non perde la sua voglia di farne uso.

Nei casi di ricaduta, nel momento in cui la persona torna a fare uso di eroina durante il trattamento con metadone, succede che vengono aumentati i dosaggi per tentare di fermare la voglia di assumere ancora eroina. A lungo andare la persona svilupperà così una dipendenza fisica da metadone, presentando sintomi di astinenza più duraturi rispetto a quelli dell’eroina.

Lo “scalaggio” del metadone fino alla sua completa sospensione, può comportare dei problemi, in quanto a bassi dosaggi la persona ne sperimenta i dolorosi effetti dell’astinenza. A questo punto il disagio provato può indurre la persona ad una nuova ricaduta.

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